I paesi dell’Unione Europea hanno trovato un accordo per un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, il 21esimo dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina nel 2022. Secondo l’Alta rappresentante per gli Affari esteri dell’Unione Europea Kaja Kallas sono le sanzioni più consistenti degli ultimi quattro anni: tuttavia, raggiungere un accordo fra i ministri degli Esteri dei paesi membri non è stato semplice. Le trattative sono durate per settimane nonostante sia cambiato il governo ungherese, che sotto la guida dell’ex primo ministro Viktor Orbán costituiva uno degli ostacoli principali all’approvazione di misure contro la Russia.

Alcuni paesi hanno infatti mosso varie obiezioni su misure specifiche. Per esempio non è stato incluso un divieto di importazione di pesce russo, soprattutto perché Portogallo e Germania temevano ripercussioni per le loro aziende che acquistano, trattano e impacchettano merluzzo. Anche la Grecia ha fatto resistenza, finché non ha ottenuto un’esenzione per una sua compagnia navale, che così potrà continuare a trasportare il gas naturale liquefatto russo verso altri paesi fuori dell’Unione.

Le misure approvate colpiscono 32 banche russe o con legami con la Russia, compagnie di criptovalute, 40 navi della cosiddetta flotta fantasma russa e alcune raffinerie. Sono state sanzionate anche molte persone singole considerate vicine al regime in vari modi, ed è stato previsto un blocco dei visti per l’ingresso nei paesi membri per gli ex combattenti russi. L’Unione Europea ha infine bloccato per un anno il prezzo massimo a cui può essere acquistato il petrolio russo, fissato attualmente a circa 44 dollari al barile: si prevedeva che il limite sarebbe aumentato per via della guerra in Medio Oriente ma alla fine non è successo.