I lavori per la linea ferroviaria Torino-Lione, conosciuta come TAV, sono ancora in una fase iniziale, con meno del 20 per cento dei due tunnel principali scavati. Erano iniziati nel 2001, ma dopo radicali cambi di progetto sono di fatto cominciati da capo nel 2017, nove anni fa. Dopo una lunga fase di lavori preparatori, era previsto che la velocità degli scavi aumentasse grazie all’opera di sette frese, dette talpe, enormi macchine usate per scavare questo tipo di tunnel. Al momento è attiva una sola talpa, da circa 10 mesi: doveva scavare 10-15 metri al giorno, ne ha fatti meno di 250 in quasi 300 giorni, con una media di circa 80 centimetri al giorno.
La talpa, chiamata Viviana, è avanzata di un metro da maggio: si è di fatto bloccata, per problemi tecnici legati alla conformazione della roccia. È possibile che si aggiungano nuovi ritardi a un progetto che prevede come fine dei lavori il 2033, una scadenza già molto ottimista, sia per ragioni tecniche che di reperimento di fondi.
Il progetto TAV (Treno ad Alta Velocità) Torino-Lione fa parte del più ampio progetto TEN-T (Reti Transeuropee di Trasporto), un piano più che ventennale, in parte finanziato dall’Unione Europea, che punta a collegare le reti nazionali di trasporti europee. Prevede molte grandi opere che dovrebbero essere chiuse entro il 2030, ma parecchie sono in ritardo.









