Se ne parla da più di trent'anni, ma pochi saprebbero dire con precisione che cosa sia. La TAV Torino-Lione è il progetto di un nuovo collegamento ferroviario tra Italia e Francia, pensato soprattutto per le merci, il cui elemento centrale è una galleria di 57,5 chilometri sotto le Alpi: sarà, una volta completata, il tunnel ferroviario più lungo del mondo. I lavori sono in corso, il limite di spesa fissato ad aprile per la sola sezione transfrontaliera è di circa 14,7 miliardi di euro e l'entrata in servizio commerciale è prevista entro il 31 dicembre 2033. Attorno a quest'opera si è consolidata una delle contrapposizioni più durature della politica italiana.Perché chiamarla «TAV» è impreciso
La sigla con cui l'opera è entrata nel linguaggio comune rimanda all'alta velocità, ma la definizione non regge alla prova dei numeri. Sulla nuova linea i convogli passeggeri potranno viaggiare fino a 220 chilometri orari e quelli merci a 120: valori inferiori ai 250 chilometri orari normalmente previsti per le linee europee costruite appositamente per l'alta velocità.La denominazione tecnica è Nuova linea ferroviaria Torino-Lione, e la vocazione dichiarata non è la rapidità dei passeggeri ma la capacità di carico delle merci. Il punto non è correre di più: è consentire il passaggio di treni più lunghi, più pesanti e con sagome più grandi di quelle che la linea attuale può accogliere.Il problema che l'opera dovrebbe risolvere







