Il cuore del progetto è il tunnel di base da 57,5 Km tra Italia e Francia. Finora è stato scavato meno del 20% delle due gallerie principali: 21 Km sui 115 complessivi previsti.

12,5 Km di tunnel sono in Italia, altri 45 in Francia. Il progetto, però, prevede che ne vengano scavati il doppio perché è prevista una “doppia canna”, ossia due gallerie per ciascun senso di marcia. A questi, poi, vanno aggiunti una cinquantina di Km di gallerie di servizio.

I lavori erano partiti nel 2001, ma dopo una profonda revisione del progetto sono ripresi di fatto nel 2017. Oggi sono aperti 16 cantieri, nei quali lavorano oltre 3.200 persone. L'obiettivo è aprire la linea nel 2033, ma nelle ultime settimane sono riemerse le polemiche sui tempi di realizzazione. A rallentare gli scavi è soprattutto Viviana, la gigantesca fresa meccanica lunga 180 metri e larga quasi 10, entrata in funzione sul versante francese. È una delle cosiddette "talpe", le macchine che scavano le gallerie, rimuovono il materiale e installano contemporaneamente i rivestimenti in cemento. Doveva avanzare fino a 15 metri al giorno. In quasi dieci mesi ha scavato meno di 250 metri (il 3% del totale previsto) e da maggio è praticamente ferma. Secondo il quotidiano francese Le Monde (che cita fonti interne ai cantieri) la macchina ha incontrato una formazione rocciosa particolarmente complessa, con cavità che ne rallentano l'avanzamento.