Un emendamento bipartisan al decreto legge Sport prevede la chiusura degli impianti con bocchettoni di aspirazione fuori norma
Dopo la serie di tragedie delle ultime settimane, la politica accelera sulla sicurezza e arriva una prima stretta: gli impianti con bocchettoni di aspirazione non conformi agli standard previsti dalla legge dovranno essere chiusi.
La misura è contenuta in un emendamento bipartisan al decreto legge Sport, presentato dalla commissione Cultura della Camera e sostenuto da tutti i gruppi parlamentari. Il testo, dopo essere stato portato in Aula e accantonato, è atteso al voto.
Una risposta arrivata dopo morti e incidenti che hanno riportato sotto i riflettori un pericolo spesso invisibile: quello del risucchio generato dagli impianti di aspirazione delle piscine. Un problema che non riguarda solo i capelli che possono rimanere incastrati nelle griglie. Come hanno sottolineato diversi parlamentari, il risucchio può coinvolgere anche altre parti del corpo, soprattutto nei bambini, che hanno una struttura fisica più fragile e una minore capacità di reagire.
L’obiettivo della nuova norma è quindi garantire che tutti gli impianti – pubblici, privati, aperti al pubblico o collettivi – siano dotati di sistemi di aspirazione sicuri, con griglie integre e conformi alla normativa. Una verifica che, secondo la proposta, dovrà diventare una responsabilità concreta per proprietari e gestori prima dell’utilizzo della piscina.










