L’Archivio Zeta porta in scena il capolavoro in "quota" al Passo della Futa
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
Ci vuole il coraggio dell’Archivio Zeta, di quest’intrepida compagnia di teatro fondata da Gianluca Guidotti eEnrica Sangiovanni per inerpicarsi sul Passo della Futa, nel suggestivo etremendo scenario del Cimitero dei soldati tedeschi, per sfidare, ancora una volta, uno dei testi più impervi della modernità, apparentemente semplice, ma a un’immensa distanza dalla normalità.Negli anni scorsi si trattava della Montagna Incantata (1924) di Thomas Mann, rappresentata con un successo di pubblico e con efficace riuscita drammaturgica. Ma come inscenare Il Processo di Kafka? Operazione impossibile? No: proprio l’aspra austerità delle trentamila tombe germaniche suggerisce l’interpretazione più attuale del romanzo di Kafka, forse il capolavoro più adamantino del Novecento. Proprio i monti e le tombe creano un effetto straniante.Ogni messinscena deve risultare mossa da una necessità: questa volta assistiamo alla frantumazione del personaggio – ecco l’invenzione di Archivio Zeta: Josef K. èuno, nessuno, centomila. Pirandello pubblica il suo romanzo nel 1926 (ma ci lavorava dal 1909), Il Processo – scritto tra il 1914 e il 1915 (e lasciato incompiuto) - viene edito postumo nel 1925 a Berlino dal fedele amico Max Brod.









