Il confine sottile tra giustizia e violenza. Gli atti giudiziari che diventano canto e parola viva. La figura luminosa e ferita di Dora Maar, l’ironia amara di Kafka, gli strumenti nati dal legno dei barconi dei migranti che tornano a suonare, portando con sé memoria, dolore e speranza. Racconta cadute, viaggi, risalite, la nuova stagione al Teatro dell’Arca. Che segna i vent’anni di attività dell’associazione culturale Teatro Necessario e i dieci del teatro costruito da zero dentro a una casa circondariale, caso unico in Europa. Era il 5 maggio 2006, quando sul palcoscenico del Teatro Gustavo Modena di Genova debuttava il primo spettacolo intitolato Scatenati, che diede poi il nome alla compagnia teatrale che faceva cadere il muro di separazione tra detenuti e attori professionisti. Sono stati più di cinquecento i reclusi coinvolti come attori e di tecnici, e poi novantamila gli spettatori che hanno assistito alle rappresentazioni, decine gli studenti universitari che hanno effettuato tirocini e incentrato le loro tesi di laurea sul progetto e decine le scuole coinvolte.
Quest’anno, dunque, annuncia Mirella Cannata, anima di Teatro Necessario, “abbiamo deciso di istituire il premio teatrale “Sandro Baldacci”, in nome del cofondatore, regista e direttore artistico dell’associazione, morto prematuramente, che in oltre vent’anni del suo lavoro ha dato voce al mondo sommerso e periferico del carcere”. Il premio teatrale “Sandro Baldacci” intende valorizzare il teatro in carcere, a livello nazionale, offrendo la possibilità al vincitore di inaugurare la stagione 2026/2027 al Teatro dell’Arca che a Baldacci è intitolato. Il programma della stagione si apre con Dora pro nobis il 24 gennaio: lo spettacolo della compagnia Teatro di Dioniso, tratto dal libro Malamore di Concita De Gregorio, mette in scena un intenso dialogo in forma di contrappunto tra la voce di Federica Fracassi e il violoncello di Lamberto Curtoni: lei evoca la straordinaria fotografa Dora Maar, lui richiama la presenza di Pablo Picasso. Segue Monkey's Cabaret - La via per la libertà il 7 febbraio, liberamente ispirato a Kafka. Il monologo musicale di Andrea Nicolini, accompagnato dall’Ensemble Phonodrama, racconta la metamorfosi di Rotpeter, scimmia diventata uomo per necessità di sopravvivenza. Tra grottesco e ironia, musica dal vivo e cabaret, lo spettacolo riflette sui confini della libertà e sul prezzo della trasformazione, mostrando quanto del passato resti inciso nei gesti, nei desideri, nelle contraddizioni dell’umano.






