Nessuna autorizzazione per poter iniziare il laboratorio teatrale con i detenuti dell’alta sicurezza. E dunque, non resta che aspettare che il via libera arrivi. Anche per mesi. Rallentamenti burocratici che sono l’effetto della circolare ministeriale che centralizza - e dunque rende più complicata - anche una delle attività che sono il fiore all’occhiello del carcere di Marassi: quella portata avanti da oltre vent’anni da Teatro Necessario onlus, associazione che ha ottenuto decine di premi e due medaglie del presidente della Repubblica, nel 2010 e nel 2016.

“Mentre il laboratorio teatrale con i detenuti comuni ha potuto seguire il suo corso, e infatti debutteremo il 19 maggio con lo spettacolo “La voce di Antigone” – spiega la presidente di Teatro Necessario Mirella Cannata – per l’altro laboratorio di recitazione che realizziamo in parallelo con i detenuti dell’alta sicurezza siamo ancora in attesa. E senza il via libera, non possiamo partire”.

Dopo il caso del passaggio negato della via Crucis all’interno delle mura della casa circondariale di Marassi (per la prima volta in ventiquattro anni), motivata dalla direttrice Tullia Ardito con “imprescindibili ragioni di sicurezza” e con il “particolare momento di allerta in atto”, fa discutere la denuncia del cappellano del carcere, don Paolo Gatti. Che sulle pagine di Repubblica ha rimarcato come le porte dell’istituto penitenziario stiano diventando “sempre più chiuse”. A tal punto da rendere tortuoso persino organizzare i pranzi di Natale della Comunità di Sant’Egidio, oltre alle attività trattamentali e di reinserimento sociale dei detenuti. Occasioni fondamentali, in una casa circondariale dove – come raccontato su queste pagine - il tasso di sovraffollamento si attesta al 128 per cento e circa il 30 per cento dei reclusi è in carico al Serd, il servizio per le dipendenze.