Un emendamento per far passare il piano economico e finanziario di Alia all’assemblea dei soci (i Comuni) dell’Ato Toscana Centro (l’ente pubblico che si occupa della programmazione, organizzazione e controllo del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani). E’ questa la via di uscita che dovrebbe permettere, se accolto, di tramutare il voto di astensione del sindaco Matteo Biffoni in un via libera. Prato nel consiglio direttivo di una settimana fa aveva tenuto una posizione critica: l’astensione di Biffoni era proprio attuata per innescare una riflessione. Che in questi giorni si è manifestata. Il sindaco sta lavorando proprio sul tema tariffe che ricadono sulle tasche dei cittadini e delle imprese. In una triangolazione che vede naturalmente coinvolti con il Comune, Ato e Arera (Autorità per Energia Reti e Ambiente che regola, controlla e garantisce i servizi energetici e ambientali in Italia). Ma anche Alia, controllata della multiutility Plures, e gli altri Comuni, Firenze in primis.

L’emendamento vuol dare una svolta alla consuetudine: serve a introdurre nuove modalità per l’"imputazione" dei costi. L’obiettivo è riconoscere ai Comuni la possibilità di verificare il costo del servizio, insomma si vuole dare maggiore controllo alle ammnistrazioni comunali. Gli effetti, se passa l’emendamento, ci saranno ma non sono immediati (nella tariffa del 2026 si pagano i costi sostenuti nel 2024). Gli aumenti Tari per le prossime quote e rate sono quindi inevitabili. Oggi in assemblea, salvo sorprese, l’emendamento passerà così come sarà dato il via libera al piano Alia. Ma i Comuni soci battono un colpo: vogliono tornare ad essere protagonisti delle scelte (investimenti) e delle conseguenti tariffe.