TRENTO. Walter Cainelli, presidente del soccorso alpino trentino, le richieste di aiuto per persone illese, incapaci di proseguire in autonomia, sono effettivamente in aumento?
Sì, il trend è in crescita nell’ultimo anno: è cambiato l'approccio alla montagna. Sono aumentati i suoi frequentatori anche per il caldo che spesso troviamo nei fondovalle. Il problema è che manca una conoscenza dell’itinerario, delle proprie capacità e delle tempistiche. Si sottovaluta l’importanza dell'attrezzatura e non ci si porta da bere o da mangiare a sufficienza. Si cammina sui sentieri senza le scarpe adeguate e si va sulle ferrate senza casco o kit. Ci chiamano perché non si è calcolato l’orario di chiusura degli impianti di risalita che trovano chiusi.
Queste chiamate che tipo di impatto hanno sul lavoro dei soccorritori?
Significa portare via risorse per interventi che magari avrebbero reale necessità. Senza calcolare che di notte le operazioni sono più difficili e c’è un solo elicottero a disposizione. Per questo abbiamo fatto un tavolo con Trentino Emergenza e il Nucleo elicotteri per mettere a punto le regole sulla gestione delle chiamate da parte di persone illese.
Quindi questo sta diventando un tema.












