Operano 24 ore su 24, tutto l’anno, per recuperare escursionisti infortunati o che hanno smarrito il sentiero, e persone disperse in zone impervie. Sono gli angeli della montagna, i tecnici del Soccorso alpino e speleologico. Dall’inizio del 2026 a metà luglio, in provincia di Macerata, hanno effettuato 17 interventi (di cui tre di fila tra sabato, domenica e lunedì scorsi). In linea con il 2025, quando nel medesimo periodo era stato effettuato lo stesso numero di interventi. L’anno scorso in totale erano stati quaranta. A fare il punto è il capo stazione di Macerata Francesco Gargano.

Il personale è sempre sottodimensionato?

"Sì, in particolare nel Maceratese, dove abbiamo il territorio montano impervio più vasto ed esteso rispetto alle altre province. La nostra squadra è composta da quattordici tecnici, tra cui tre nuovi ragazzi che ora stanno completando il corso di formazione e dovrebbero entrare ufficialmente a fine anno. Nonostante il loro ingresso, c’è comunque carenza di personale. Non è semplice entrare nel Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas), perché vengono richiesti requisiti specifici per le capacità di base, sia nell’arrampicata che nello scialpinismo".