Promossi i conti della Regione Piemonte, ma rimangono alcune criticità. La carenza di liquidità che porta ritardi nei pagamenti di associazioni culturali o enti del terzo settore, la difficoltà di riscuotere vecchi crediti, la presenza di partecipate obsolete. Sempre minori le entrate dal «Bollo auto», scese di 300 milioni in sette anni. Ma il governatore Alberto Cirio fa una promessa: «Abbasseremo l'Irpef per la fascia intermedia». La Corte dei Conti approva il rendiconto 2025 della Regione Piemonte La Corte dei Conti, ieri, ha parificato il rendiconto generale 2025 della Regione, confermando la regolarità della gestione finanziaria e la solidità del percorso di risanamento dei bilanci. Il giudizio certifica che prosegue la riduzione del disavanzo, cioè della differenza tra entrate e uscite accumulata nel passato: dai 6,23 miliardi di euro del 2019 è sceso a 4,67 miliardi al termine del 2025, con una riduzione di ulteriori 207 milioni nell'ultimo anno. Per effetto di una legge statale, ora il disavanzo si attesta a 1,64 miliardi di euro. Qui, la Corte sottolinea come il recupero, l'anno passato, sia stato solo parziale. Positiva la tempestività nel pagamento dei fornitori, l'approvazione del bilancio a inizio anno, ma anche l'utilizzo dei fondi del Pnrr nel rispetto delle tempistiche previste. Carenza di liquidità e ritardi nei pagamenti a cultura e welfare La carenza di liquidità, con «rinvii che hanno superato anche il 70% delle somme», ricadono sugli aiuti a chi si occupa di cultura o welfare, con grandi ritardi da parte del Grattacielo. Come sottolineato dal magistrato Diego Maria Poggi, «la spesa per l'assistenza sociale da parte della Regione è rimasta invariata, così la crescente domanda dei cittadini bisognosi grava sempre di più sui Comuni costretti a destinare quote crescenti di risorse proprie per raffrontare i fenomeni di povertà, invalidità e non autosufficienza». Bene la crescita della spesa corrente sanitaria, settore dove i servizi sono superiori alla media nazionale «grazie all'abnegazione del personale», male il fatto che «su 18 nuove leggi, 11 non prevedano nuovi oneri: questo conferma come le possibilità della Regione di riprodurre nuove coperture siano oggi quasi azzerate». Irpef, bollo auto e crediti: le sfide per i conti della Regione Le cause più annose? Vecchi crediti che non riescono ad essere riscossi, salvo quelli da alcuni concessionari di grandi derivazioni idroelettriche, e i contributi richiesti dal governo amico. Tanto da «costringere» la giunta Cirio ad alzare le aliquote Irpef. Ma qua arriva una promessa: la riduzione dell'aliquota per la fascia tra i 15 e i 28 mila euro «già dal 2028» sottolinea il governatore, per un minor gettito nelle casse regionali di una dozzina di milioni. Una riduzione che dovrebbe essere, quindi, circa dello 0,2%. Ma parlando di minor gettito, c'è un'altra questione che il Piemonte (come tutta l'Italia) dovrà affrontare: se già dai morosi abbiamo perso 110 milioni, la compressione del mercato dell'auto, l'ibrido tassato al 50%, l'elettrico con esenzione al 100%, dal 2019 ad oggi le entrate attraverso il bollo auto sono passate da 800 a 500 milioni circa. E tendono a diminuire sempre di più. Secondo i magistrati, alcune di queste criticità vanno risolte al più presto, o la Regione rischia «di non avere più entrate sufficienti». Ultimo appunto, quello sulle partecipate, in particolare la presenza ridondante di Finpiemonte e Finpiemonte Partecipazioni, entrambe holding, dove la seconda gestisce 8 aziende su 12 in liquidazione, avendo però alti costi di struttura. La replica di Alberto Cirio dopo la parifica del rendiconto Ma il governatore Alberto Cirio vede il bicchiere mezzo pieno. «Rendiconto parificato - spiega - significa che i conti del 2025 sono a posto, che abbiamo fatto quello che dovevamo per quanto riguarda il disavanzo. Non ci sono eccezioni, ma raccomandazioni, su un bilancio che porta con sé il fardello dei debiti del passato, di crediti antichi e difficili da registrare. Ma dal 2019 ad oggi abbiamo un miliardo in meno di debiti, oltre ad aver diminuito, come ci era stato chiesto, la spesa per i gettonisti, passando da 100 a 30 milioni. Ci sono criticità sulle liquidità, è vero, ma noi stessi eroghiamo quando riceviamo risorse a nostra volta e abbiamo trovato anche soluzioni alternative, come sulla cultura. Insomma - conclude Cirio - sono soddisfatto».
Regione, conti in ordine ma minori entrate: il Piemonte perde 300 milioni di euro dal bollo auto
La Corte dei Conti avverte: ritardi nei pagamenti per cultura e welfare. Torna il nodo Finpiemonte Partecipazioni: troppe società gestite in fallimento









