HomeMilanoCronacaReport della Corte dei Conti: "Tolto un miliardo alla sanità per coprire spese ordinarie"Ma Alparone: soldi usati per investire senza indebitare le nuove generazioni. Le altre criticità sono Pedemontana, Aria, Aler e i pagamenti per le opere Pnrr.Marco Alparone vicepresidente della Giunta regionale con deleghe al Bilancio e alla Finanza Milita in Fratelli d’ItaliaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciLa Corte dei Conti ha parificato il rendiconto generale 2025 della Regione Lombardia ma ha evidenziato alcune criticità della gestione finanziaria: innanzitutto l’ampio uso della cassa della sanità, tecnicamente nota come GSA (Gestione Sanitaria Accentrata), per coprire spese ordinarie, poi i pochi pagamenti liquidati per opere finanziate con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e, infine, lo stato in cui versano alcune partecipate o controllate, a partire da Pedemontana Lombarda.
Nel dettaglio, "l’esercizio – si legge nella nota trasmessa dalla Corte – si chiude con un disavanzo di 2,3 miliardi di euro interamente ascrivibile al debito autorizzato con legge ma non contratto per coprire spese di investimento pari a 1,10 miliardi. Nel 2025 sono stati stipulati due mutui per 1 miliardo, di cui la Regione ha iniziato a usufruire nel 2026. Il debito residuo al 31 dicembre 2025 ammonta a 1,43 miliardi, in diminuzione di 92,75 milioni rispetto al 2024 per effetto dell’ammortamento dei mutui in essere". Questi gli indicatori di sintesi. Le criticità, ora. Come anticipato, la Corte rileva che "un miliardo di euro è stato prelevato dalla cassa vincolata alla sanità per coprire le spese della gestione ordinaria". I magistrati contabili segnalano, quindi, una "cronicizzazione di un fenomeno di strutturale tensione finanziaria che va oltre l’esigenza di sopperire temporaneamente ai fisiologici disallineamenti temporali tra gli incassi e i pagamenti". Secondo la relazione i continui travasi di denaro dalla cassa sanitaria a quella ordinaria (scesa a soli 78,16 milioni di euro) hanno finito per creare un vero e proprio "circuito di dipendenza sistemica della gestione ordinaria, caratterizzata dalla reiterata inadeguatezza dei flussi di entrata rispetto alle esigenze di pagamento". Un meccanismo che, rileva la Corte, "non può non accrescere una certa preoccupazione" perché se perdurasse ci sarebbe "un uso improprio del conto" e potrebbe pesare in futuro "sulle scelte di investimenti in ambito sanitario" e alimentare il rischio di "pagamenti tardivi verso i fornitori delle prestazioni".







