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Martina Zambon

No comment della Fondazione. Il peso dei Giochi sulla Regione, esposta per 60 milioni: «I debiti un rischio per il bilancio». La magistratura contabile: male anche la Pedemontana. Ente promosso su Pnrr e sanità

Puntuale arriva come ogni anno la «Parifica del Rendiconto 2025» della Regione stilata dalla Corte dei Conti. In un panorama tutto sommato positivo spicca una doppia spada di Damocle che incombe su palazzo Balbi: i debiti dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina e la sempiterna Pedemontana.

Quanto rischia la Regione per i Giochi?Partiamo dall’epilogo «in rosso» della Fondazione Milano Cortina. Giovedì, a palazzo dei Camerlerghi, il procuratore regionale Paolo Crea l’ha detta così, senza girarci intorno: «Dal bilancio della Fondazione risulta che c’è un miliardo di debiti, ora la Fondazione chiuderà il 31 dicembre e gli oneri che saranno insoddisfatti finiranno sui bilanci dello Stato, delle due Regioni (Veneto e Lombardia, ndr) e, in parte, sugli enti locali (leggasi il Comune di Cortina e la Provincia di Belluno, ndr)». Il procuratore chiude sul punto con una considerazione ellittica: «Beh, dire che i Giochi sono stati a costo zero...». Interpellata sul punto la Fondazione Milano Cortina opta per un «no comment». Ma quanto rischia davvero la Regione Veneto? Nella Relazione di accompagnamento al giudizio di parifica si trova messo nero su bianco: «Impattano sul bilancio regionale gli stanziamenti già previsti, pari a 19,7 milioni per ciascuno degli esercizi 2024, 2025 e 2026» più altri accantonamenti. La somma centrale, quindi, è vicina ai 60 milioni totali. Senza contare l’altro capitolo, quello delle opere che afferiscono, però, a Simico e non c’entrano con la Fondazione, su cui i magistrati contabili hanno pure espresso preoccupazione (è stata ovviamente citata la cabinovia di Socrepes così come i costi di manutenzione delle opere stesse). In ogni caso, che siano i fondi a copertura del buco della Fondazione o le risorse necessarie alla manutenzione delle opere, l’impressione, uscendo da palazzo dei Camerlenghi, è che alla fine, una volta chiusi i conti della Fondazione e una volta esauriti gli investimenti di Simico, il conto da pagare arriverà. Quanto sarà salato lo si capirà solo con il tempo.