Per un ente pubblico l’organizzazione di un grande evento sportivo come le Olimpiadi invernali non può trasformarsi in una specie di tavolo da poker, dove il rischio e l’azzardo rendono non calcolabile in anticipo la quantità di soldi (pubblici) che saranno spesi. Il richiamo, piuttosto severo, è contenuto nella memoria conclusionale della Procura Regionale presso la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per il Trentino Alto Adige, che ha fatto le pulci alla Provincia Autonoma presieduta dal leghista Maurizio Fugatti. A rendere pubbliche le osservazioni sono stati il procuratore Gianluca Albo e il sostituto procuratore generale Anna Maria Iadecola nel corso dell’udienza di parificazione che, per una coincidenza, si è tenuta a Trento, mentre a Milano era riunito il consiglio di amministrazione di Fondazione Milano Cortina 2026, il comitato organizzatore dei Giochi.

A Milano è stato approvato il bilancio dell’esercizio 2025, che si è chiuso con un significativo passivo, la cui entità non è ancora stata resa nota. Fino al dicembre 2024 Fondazione aveva contabilizzato un deficit di 146,5 milioni di euro (54,8 nel 2022, 33,7 nel 2023, 30,5 nel 2024), ma la previsione è che il “profondo rosso” finale supererà i 300 milioni di euro, nonostante il governo Meloni abbia destinato 530 milioni di euro alle sole Paralimpiadi, facendo finire un fiume di soldi nelle casse di Fondazione, presieduta da Giovanni Malagò. Il buco nei conti avrà una ricaduta diretta sui bilanci degli enti pubblici che hanno partecipato alla dispendiosa avventura olimpica, costata più di 2 miliardi di euro, anziché un miliardo e mezzo.