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Le trasformazioni del tessuto produttivo italiano alimentano nuove operazioni societarie e richiedono soluzioni finanziarie evolute.
Dalla pandemia alle tensioni geopolitiche, dal caro energia ai dazi americani, gli ultimi anni hanno messo alla prova i mercati globali. Eppure, il mercato italiano delle operazioni straordinarie continua a mostrare una vitalità sorprendente. Secondo le analisi di Mergermarket e i più recenti M&A Barometer di EY e KPMG, nel primo semestre del 2025 il valore complessivo delle transazioni M&A in Italia ha raggiunto 44,6 miliardi di euro, segnando una crescita del 17% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre la pipeline stimata per l’intero anno supera i 50 miliardi di euro.
Le stesse fonti evidenziano che i settori industriali tradizionalmente trainanti del sistema produttivo italiano, ovvero meccanica, packaging, food e industrial & chemical, hanno concentrato circa un quarto del valore complessivo delle operazioni nel periodo, confermando il ruolo centrale delle filiere manifatturiere e ad alta specializzazione. Il mid-market si conferma il motore del mercato: secondo AIFI, nei primi sei mesi del 2025 sono state realizzate oltre 200 operazioni, con una forte presenza di fondi di private equity e di imprese familiari impegnate in passaggi generazionali o in strategie di crescita per linee esterne.







