Il mercato italiano dell’M&A torna a crescere, seppur timidamente, nei primi nove mesi del 2025. Dopo il brusco calo del 2024 (-17% a volumi), l’analisi Retail & Finanza realizzata da PwC per Confimprese registra 295 operazioni nel consumer market, contro le 279 dello stesso periodo dell’anno precedente. A trainare la ripresa non sono però i fondi, ma gli investitori strategici, protagonisti sempre più decisivi nei settori retail e hospitality & leisure. Il dato rappresenta un cambio di passo importante. Le operazioni concluse da aziende che acquisiscono altre aziende superano nettamente quelle dei fondi di private equity, la cui operatività resta più cauta e orientata a investimenti con logiche di uscita di breve periodo. Nel retail, segmento caratterizzato da dinamiche rapide e forte circolazione di capitale, gli investitori strategici risultano oggi più adatti a sostenere continuità gestionale e progetti di sviluppo di lungo termine. È un fenomeno che trova conferma anche nei nomi: dalle acquisizioni di Ovs (Goldenpoint, Kasanova) ai movimenti di Armani e Prada, fino alle operazioni di Unibee su Ethos Group. Operazioni che dimostrano come la finanza industriale stia diventando la leva più efficace per consolidare brand, ampliare mercati e integrare competenze. “L’aumento degli investitori strategici – commenta Mario Resca, presidente Confimprese – è il segnale che il mercato sta cercando benefici oltre al semplice profitto finanziario, come l’acquisizione di tecnologia o l’accesso a nuovi mercati. A differenza di un investitore finanziario, un investitore strategico è coinvolto nella gestione e nella crescita della società partecipata. Il suo obiettivo va oltre il profitto, integrando l’azienda nella propria strategia di business”. Un approccio, aggiunge, indispensabile per sostenere piani di sviluppo che richiedono capitale circolante significativo e risorse finanziarie stabili. Il consolidamento continua anche nel grocery e nelle catene specializzate, con vivacità nelle operazioni di piccole dimensioni e forte presenza di player strategici, come nel caso di Audiolife, Vallesi–Modus Stores o Riba Mundo Tecnologia. Stesso scenario nella ristorazione, dominata da deal su fast dining, lusso e turnaround di marchi in difficoltà, tra cui Cigierre, Rossopomodoro, Temakinho, La Capannina di Franceschi e Twiga. Nel fashion e nel lusso l’attività resta selettiva, con i fondi concentrati su asset stabili mentre gli operatori strategici avanzano su turnaround e partnership in brand familiari. Tra i dossier più rilevanti figurano Goldenpoint, Gallo, Venice e Capri Holding. Il 2025 si profila dunque come l’anno del sorpasso dei corporate investor. Una tendenza che, se confermata, potrebbe ridefinire l’equilibrio del mercato M&A italiano, riportando al centro investimenti orientati alla crescita industriale piuttosto che alla sola valorizzazione finanziaria.
Confimprese, investitori strategici guidano M&A nel 2025 - Economia - Ansa.it
Resca: “Nel retail il mercato guarda oltre il semplice profitto” (ANSA)
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