Obiettivo di fine anno? Chiudere con operazioni per 60 miliardi di euro. Il settore delle fusioni e acquisizioni in Italia, nella prima metà dell’anno, a causa delle tensioni internazionali, ha fatto registrare un leggero rallentamento rispetto allo stesso periodo del 2025 (637 deal conclusi per un controvalore di 22 miliardi di euro, rispetto ai 30 del primo semestre 2025).
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Ma le prospettive, per la seconda parte dell'anno, secondo un recente report di KPMG sul m&a, sono decisamente più ottimistiche: la pipeline delle operazioni annunciate supera infatti un controvalore di 60 miliardi di euro (secondo KPMG verranno chiuse circa 1.500 operazioni entro la fine dell'anno), trascinati dalle maxi-operazioni su MPS (tra cui l'OPS di Intesa Sanpaolo da oltre 30 miliardi e la fusione di Mediobanca in MPS) e la scalata di Unicredit sul 60% di Commerzbank, chiusa nei giorni scorsi, che verrà però “contabilizzata” solo nelle prossime rilevazioni.
Senza dimenticare poi i "megadeal" transfrontalieri, come l’acquisizione di Italiana Petroli da parte dell'azera Socar o lo sbarco al Nasdaq dell'italiana Bending Spoons.












