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Marzia Zamattio

L'uomo, in pensione da tre anni, ha rinunciato anche ai 24 mila euro già percepiti come anticipo della liquidazione. Eppure la Corte dei Conti lo aveva assolto

Ha patteggiato un anno e quattro mesi per peculato, pena sospesa, l’ex funzionario comunale di Aldeno rinunciando ai 24 mila euro di anticipo del Tfr. L’uomo, in pensione da tre anni, era già stato assolto dalla Corte dei Conti di Trento nel 2025 dall’accusa di aver incassato quell’importo in maniera fraudolenta. Il caso risolto dal punto di vista erariale, con il proscioglimento da parte dei giudici contabili, è approdato in sede penale davanti al gup Gianmarco Giua, pm Maria Colpani. Precisa la difesa dell’uomo: «Dopo il corretto proscioglimento da parte della Corte dei conti, il patteggiamento è stata una scelta processuale personale per chiudere la vicenda», dichiara l’avvocato Luca Pontalti.

La liquidazioneI fatti risalgono al novembre del 2020 quando l’ex funzionario avanza la domanda di un anticipo del suo Trattamento di fine rapporto per motivi familiari, formalizzando la richiesta che poi viene regolarmente protocollata. Nello stesso mese, il consiglio comunale emana un provvedimento che ha per oggetto una variazione di bilancio di pari importo, 24 mila euro, proprio per adeguare lo stanziamento dell’anticipo del Tfr. Così, l’ex dipendente comunale a metà dicembre di quell’anno fa richiesta al segretario comunale dell’anticipo della liquidazione insieme allo stipendio del mese, per un’ammontare complessivo di circa 29 mila euro. Ma emergono alcune imprecisioni nella contabilità che verranno poi portate all’attenzione della Corte dei Conti.