L’Umbria registra un forte passo avanti, +7,8%, sul fronte del rispetto dei tempi degli esami diagnostici, ma restano criticità da superare. Con il paragone rispetto alle altre regioni che non è affatto edificante. È uno dei dati che emerge dal Bollettino sull’andamento delle liste di attesa realizzato da Agenas e aggiornato al 30 giugno di quest’anno.
La nostra regione prima di tutto rientra nel gruppo delle 11 regioni che hanno migliorato la risposta verso i pazienti che, ma a pesare sul risultato complessivo regionale, come era già stato rilevato dal precedente aggiornamento Agenas, sono le visite differite a 30 giorni: qui il sistema è migliorato sensibilmente, raggiungendo il 54,4 per cento (era 45,6 nel primo semestre ’25), ma la performace resta tra le più basse in Italia. In questo quadro, nella classifica regionale l’Umbria è quartultima. La risposta per un esame a tre giorni resta simile al 2025: 73,%, su quella a dieci giorni è peggiorata di tre punti (ora è al 74,5%). Stessa cosa per le viste a quattro mesi: tre su quattro rispettano i tempi.
Scendendo nel dettaglio, per gli esami diagnostici quattro Regioni garantiscono il rispetto dei tempi in oltre il 90% dei casi: sono Veneto (97,1%), Campania (96%), Basilicata (94,6%), Marche (92,4%). Quasi la metà è sopra l’80%: Lazio (89,7%), Toscana (89,6%), Molise (88,6%), Emilia-Romagna (88,3%), Liguria (85,8%), Lombardia (85,5%), Calabria (84,7%), Piemonte (81,7%), Friuli Venezia Giulia (80,4%). A seguire le altre: Sardegna (78,3%), Provincia Autonoma di Bolzano (77,2%), Provincia Autonoma di Trento (77%), Sicilia (71,9%), Valle d’Aosta (69,2%), Abruzzo (65,3%), Puglia (63,5%), Umbria (62%).













