Questo è il numero del 23 luglio 2026 della newsletter Ippocrate, firmata da Linda Varlese, su Salute e Ricerca. Per iscriverti clicca qui.
Dopo anni di dibattito e di dati frammentari, arrivano per la prima volta numeri nazionali sul fenomeno delle liste d’attesa nella sanità italiana. L’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) ha pubblicato il primo bollettino elaborato attraverso la Piattaforma nazionale per il monitoraggio delle liste d’attesa, offrendo una fotografia inedita dello stato dell’assistenza sanitaria nel Paese.
Il quadro che emerge è caratterizzato da luci e ombre. Da un lato, il Servizio sanitario nazionale è riuscito ad aumentare di 1,6 milioni il numero di prestazioni erogate nei tempi previsti rispetto all’anno precedente. Dall’altro, il problema resta di dimensioni rilevanti: nei primi sei mesi del 2026 almeno 2,8 milioni di cittadini hanno atteso oltre i tempi massimi stabiliti per visite specialistiche ed esami diagnostici.
I dati hanno suscitato soddisfazione nel Governo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito il rapporto Agenas «un risultato incoraggiante», sottolineando tuttavia che «troppi cittadini aspettano ancora troppo per una prestazione sanitaria» e ribadendo l’impegno a proseguire il lavoro con le Regioni. Sulla stessa linea il ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha rivendicato il percorso avviato negli ultimi due anni, riconoscendo però la persistenza di forti differenze territoriali nell’offerta sanitaria e nella presa in carico dei pazienti.










