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Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ha pubblicato i primi dati del 2026 sulle liste d’attesa per esami e visite mediche, che mostrano un lieve miglioramento dopo anni di ritardi e inefficienze: nei primi sei mesi di quest’anno le visite fatte entro i tempi stabiliti sono state 1,6 milioni in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Le liste d’attesa sono da anni uno dei problemi più sentiti della sanità pubblica italiana, che finora vari governi avevano tentato di risolvere prevalentemente stanziando più fondi per aumentare il numero di appuntamenti disponibili, senza grossi risultati.
A giugno di quest’anno è stato approvato un nuovo piano con un approccio in parte nuovo: prevede tra le altre cose un maggiore controllo sulle prescrizioni, per farne meno e più accurate, e sul rispetto dell’obbligo di garantire gli appuntamenti. Più che sull’offerta, quindi, ora si punta a ridurre la domanda, cioè il numero di prescrizioni spesso inutili che intasano il sistema sanitario.
I dati di Agenas riguardano i sei mesi precedenti all’approvazione e non permettono quindi ancora di misurare gli effetti del nuovo piano, ma alcune di queste misure erano già state adottate negli ultimi anni da alcune regioni, come la Toscana, e dimostrano di aver funzionato.












