Milano, 21 luglio 2026 – Il tema delle liste d’attesa è uno dei fronti caldi della sanità in Lombardia. Secondo quanto emerge dal Bollettino realizzato da Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) i dati sono in miglioramento in gran parte delle regioni, con il territorio lombardo che fa registrare significativi passi in avanti.
Come funziona il Bollettino di Agenas
Il Bollettino analizza le prenotazioni erogate dalle Aziende sanitarie per le 14 prime visite specialistiche e i 22 esami diagnostici previsti dal Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2019-2021, valutando il rispetto dei tempi massimi di erogazione per tutte le classi di priorità (Urgente, Breve, Differita e Programmata). L'analisi confronta il primo semestre 2026 con lo stesso periodo del 2025, consentendo una lettura omogenea dei dati e superando gli effetti della stagionalità.
Tempi erogazione prime visite: Lombardia nona (con netto miglioramento)
Stando al Bollettino sull'andamento delle liste di attesa, per quel che riguarda i tempi di erogazione delle prime visite, la Lombardia si piazza al nono gradino della classifica. Analizzando il dato e il trend delle singole Regioni, tra il I°semestre 2025 e il I° semestre 2026 per la Lombardia si evidenzia un miglioramento, dal 72,3% all’81,8%. Le performance migliori sono quelle della Basilicata, dove il 98,9% delle visite viene fatto nei tempi di garanzia. Sopra il 90% anche le Marche (94,5%), il Lazio, il Veneto (91,5%). A seguire: Molise (88,8%), Calabria (86,6%), Campania (84,5%), Liguria (82,9%), Lombardia (81,8%), Sicilia (79,7%), Provincia Autonoma di Bolzano (78,5%), Valle d'Aosta (77,7%), Emilia-Romagna (77,2%), Toscana (77,2%), Abruzzo (73,5%), Piemonte (71,5%), Friuli-Venezia Giulia (67,9%), Sardegna (64,1%), Umbria (63,7%), Puglia (55,7%), Provincia Autonoma di Trento (54,7%). I progressi più importanti sono stati registrati in Liguria (+19,7% rispetto al 2025) e Lombardia (+9,5%), mentre gli arretramenti più marcati sono nella Provincia Autonoma di Trento (-8,4%) e in Sicilia (-7,5%). Medici in corsia











