I poliziotti hanno buttato a terra Abderrahim Fakir per difendere un cittadino: è quanto emerge dalla relazione dei due agenti intervenuti al Pilastro, domenica, che ricostruisce i momenti precedenti la morte del 42enne.

L’AGGRESSIONE

Quando la Volante del Commissariato Bolognina arriva sul posto, Fakir è steso a terra, urla ‘Aiuto, tutto il Pilastro vuole uccidermi’, ‘cercano di uccidermi’. Poi si alza, una prima volta, e poi si butta di nuovo a terra. Nel frattempo scatta la chiamata al 118 da parte della polizia con richiesta di intervento per un "soggetto in crisi psichiatrica", e gli agenti chiedono di mandare anche una automedica. Intanto, Fakir si rialza e va verso le scale, dove si stende con i piedi verso l’alto e la testa verso il basso. Poi inizia a colpire le porte dei garage, dà delle testate contro un muro, in evidente stato di agitazione e probabile alterazione. A un certo punto, nel cortile entra un’auto, il conducente scende e Fakir – sempre secondo la relazione dei poliziotti – lo aggredisce: gli dà uno spintone, gli urla contro e colpisce il cofano dell’auto dell’uomo con un pugno, lasciandovi il segno. È allora che gli agenti scattano e intervengono per contenerlo.