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Andreina Baccaro

Bologna, gli agenti e l’intervento sul 42enne morto al Pilastro: «I volontari non ci hanno chiesto di togliere le manette per la rianimazione»

C’è sangue sul volto di Abderrahim Fakir e un’altra chiazza, abbastanza copiosa, sotto la sua testa, quando una poliziotta della Scientifica toglie il lenzuolo per fare i rilievi. I piedi sono ancora legati. Pochi secondi che qualcuno domenica, subito dopo la morte del 42enne al quartiere Pilastro di Bologna, mentre si sentono in sottofondo le grida di disperazione di qualche familiare dell’uomo, è riuscito nonostante lo sconcerto del momento a filmare.

Su come Abderrahim si sia provocato quelle ferite che lo hanno fatto sanguinare è il difensore dei due poliziotti Gabriele Bordoni, incrociando le immagini della webcam del 23enne, le loro testimonianze e altri video, ad avanzare un’ipotesi (di parte): «arriva dalla nuca», che si ferisce «strisciando per terra», mentre quelli sul volto sono i «rivoli scivolati in avanti quando era col viso all’ingiù».