Il ristorante al centro del più grande gruppo ristorativo italiano (oltre 103 milioni di fatturato) ha celebrato ieri l’anniversario dalla fondazione, avvenuta nel 1966. E la famiglia continua a pensare in grande

Segui Il Giornale su Google Discover

Scegli Il Giornale come fonte preferita

L'impero su cui non tramonta mai il pacchero è nato da un onesto ma piuttosto anonimo ristorante aperto da Vittorio Cerea sessant'anni fa nel cuore di Bergamo. Gli imperi, del resto, non nascono da un giorno all'altro, nemmeno quelli gastronomici. Ci vuole pazienza, visione, fortuna e tanto burro.Vittorio e la moglie Bruna erano giovani, carini e ambiziosi. Ebbero l'idea, pensa tu, di scegliere la cucina di mare come proprio territorio d'elezione. A Bergamo, dove il pesce non si era mai visto, et pour cause, essendo i bergamaschi dei montanari mancati. Il ristorante però era buono, la voce iniziò a girare e prese ad attirare anche le attenzioni della critica. La prima stella, poi la seconda.Oggi Da Vittorio si trova non più a Bergamo, ma a qualche chilometro di distanza, a Brusaporto, nella tenuta di famiglia della Cantalupa, dove c'è anche l'hotel Relais&Château. È uno dei quindici locali italiani insigniti delle tre stelle Michelin, non è mai stato considerato avanguardia dalla critica più accigliata, ma alla fine non c'è locale più avanguardista in Italia per come riesce a proporre una cucina di alto bordo ma comprensibilissima in un ambiente rilassato e piacevole. «Lusso sexy», ama chiamarlo Chicco Cerea, uno dei figli di Vittorio che dopo la sua morte continua a gestire il locale; lui executive chef come il fratello Bobo, Francesco che si occupa della ristorazione esterna e degli eventi, la sorella Rossella, general manager e responsabile dell'innovazione. Per tacer del fatto che la signora Bruna è sempre lì, a vigilare come un generale prussiano malgrado abbia compiuto 85 anni qualche mese fa: nessun complimento, pochi abbracci e tante critiche, tra i Cerea si usa così.Era il 6 aprile 1966 quando questa storia di famiglia iniziò, il compleanno è passato da tre mesi e mezzo, ma la festa è stata ieri. Tutti alla Cantalupa, amici, clienti, colleghi, giornalisti, il grande popolo degli ammiratori di un'insegna che pure non è ammirata abbastanza come modello di business gastronomico. A partire dalla scatola nera di Brusaporto è infatti cresciuto un sistema che oggi conta altri due ristoranti Da Vittorio a St Moritz e a Shanghai, il format DaV più casual, alla Cantalupa, a Milano con due sedi alla Torre Allianz a City Life e a via Bagutta presso Louis Vuitton e a Portofino, il caffè Cavour 1880 a Bergamo, il Café Louis Vuitton a Milano e quello di Roma, il laboratorio di pasticceria, il gift shop e soprattutto la ristorazione estrerna, per la quale il gruppo Da Vittorio è considerato leader assoluto in Italia, capace di organizzare anche cinque o sei eventi nello stesso giorno anche in aree geografiche molto diverse e incondizioni improbe. Se chiedi a Francesco se è mai capitato che in un catering qualcosa sia andato storto lui ti guarderà, ci penserà, dirà «forse, quella volta, ma no, mai». E c'è da credergli.