di Gabriele Principato
Chicco, Bobo, Francesco e Rossella Cerea sono il poker di talenti che, insieme a mamma Bruna, raccogliendo l’eredità di papà Vittorio, ha reso Brusaporto una delle mete gastronomiche più importanti al mondo e dato vita a un gruppo (da 100 milioni di euro fatturato e 1.400 dipendenti) in cui a marzo è entrata Ou(r) Group, la holding della famiglia Ruffini, i patron di Moncler
«Aver fatto amare il risotto alla milanese alla Regina Elisabetta è una delle cose di cui vado più fiero. Avvenne a Palazzo Diotti durante la sua visita a Milano nel 2000. Nel corso del pranzo, tra un cambio di cappello e l’altro, chiese il bis tre volte», racconta Enrico Cerea, detto Chicco. Qualcosa di simile accadde nel 2017 a Milano con Barack Obama, che aveva appena concluso il suo mandato presidenziale ed era ospite al forum Seeds&Chips. «Gli servii un cannoncino di sfoglia alla crema. “What is this? It’s delicious!”, esclamò», spiega Roberto Cerea, per tutti Bobo. «Ne mangiò sette, uno dietro l’altro. Al che, alla richiesta dell’ottavo, temetti un’indigestione e gli dissi una bugia: che erano finiti», confessa Francesco Cerea. «Anche Leonardo DiCaprio ci diede soddisfazione — ricorda Rossella Cerea —, qualche settimana dopo essere stato da noi chiese ai genitori della sua fidanzata (la supermodella Vittoria Ceretti, ndr) di passare ad acquistare un po’ dei nostri lievitati». Chicco, Bobo, Francesco e Rossella — rispettivamente: executive chef i primi due, responsabile della ristorazione esterna e degli eventi il terzo e general manager l’ultima — sono il poker di talenti che, insieme a mamma Bruna, raccogliendo l’eredità di papà Vittorio, ha reso la curata campagna bergamasca di Brusaporto una delle mete gastronomiche più importanti al mondo. È qui, infatti, che si trova il ristorante «Da Vittorio», tre stelle Michelin dal 2010, ed oggi, quartier generale di un gruppo che nel 2024 ha fatturato sopra i 100 milioni di euro e dà lavoro a 1.400 dipendenti fra le insegne — in Italia, a Parigi, St. Moritz e Shanghai, otto stelle Michelin in tutto — e le società VCook e Gioconda, la prima dedicata alle mense aziendali e l’altra alle consulenze. Un impero del gusto di cui a marzo il 40 per cento è stato acquisito da Ou(r) Group, la holding della famiglia Ruffini, i patron di Moncler.













