Contenuto tratto dal numero di luglio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

Tra passaggi generazionali, nuove aperture e rafforzamento della struttura aziendale, oggi Da Vittorio affronta una nuova fase di sviluppo, anche con l’ingresso di Ou(r) Group della famiglia Ruffini. Mantenendo sempre al centro accoglienza e spirito imprenditoriale. “Abbiamo 60 anni. Io vorrei farne altri 600!”, dice Enrico Cerea

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Il 6 aprile 1966 Vittorio Cerea, con la moglie Bruna, compagna di vita e di scelte essenziali per il coronamento di questa storia di famiglia e ristorazione, intraprendeva l’avventura di aprire un ristorante. Non uno qualsiasi. A Bergamo, alla fine degli anni Sessanta, i ristoranti più in voga proponevano soprattutto piatti di carne e tradizione. Vittorio decise invece di puntare sul pesce. Una prima intuizione destinata a cambiare tutto, tanto più che Cerea aveva l’istinto naturale del bello e del prezioso per cui, in stagione, il locale era un tripudio di funghi, tartufi, ostriche e caviale. Poi sono arrivati la ristorazione esterna, la scelta di Brusaporto, la formazione dei figli, avvenuta fuori casa.

Oggi quel seme è diventato un gruppo da oltre mille dipendenti, più di 100 milioni di euro di fatturato e circa 900 eventi l’anno. Un’impresa familiare entrata in una nuova fase, con l’ingresso di Ou(r) Group della famiglia Ruffini. Dietro i numeri resta, però, il tratto distintivo di Da Vittorio: una solida cultura del lavoro, tramandata e reinterpretata da ciascuno dei componenti della famiglia, che si ripete sia in piccolo che in grande, come l’architettura di un frattale.