Matteo Martinelli, consigliere dei 5 Stelle, contesta le scelte dell’amministrazione sugli sgravi per la Tari a circoli e associazioni dichiarando che si tratta. di concorrenza slealedi Daniele Rosi CARRARA
Si accende una piccola polemica sulle modifiche al regolamento Tari 2026. Nel corso della commissione Bilancio della presidente Benedetta Muracchioli, il consigliere di opposizione Matteo Martinelli ha contestato con forza una delle novità contenute nel testo, chiedendone lo stralcio. Nel mirino del consigliere c’è la modifica relativa ai circoli culturali e alle associazioni che svolgono anche attività di somministrazione di alimenti e bevande. Secondo Martinelli, si tratta di un intervento che rischia di creare una disparità di trattamento rispetto alle attività commerciali tradizionali, con effetti distorsivi sul piano della concorrenza. "C’è una proposta di modifica molto rilevante – ha spiegato Martinelli – che riguarda i circoli e le associazioni che svolgono pure attività di somministrazione.
Esistono realtà che utilizzano lo stratagemma dell’associazione, o comunque dell’ente non commerciale, per usufruire di agevolazioni fiscali o contributive. Sul territorio non sono mancati casi di falsi circoli o associazioni che si presentano come realtà culturali, ma che in realtà svolgono prevalentemente attività di somministrazione". Per il consigliere pentastellato, la modifica proposta dal Comune finirebbe per favorire proprio queste situazioni. "Queste realtà – ha aggiunto – fanno concorrenza sleale alle attività che rispettano le normative fiscali e amministrative. Per questo ho chiesto che la modifica venisse stralciata, perché ritengo sia una norma iniqua e irrispettosa nei confronti di chi opera correttamente". Martinelli sostiene che, con il nuovo impianto del regolamento, un’associazione culturale che svolge anche servizio di somministrazione potrebbe beneficiare di una tariffa Tari sensibilmente inferiore rispetto a quella applicata a un’attività commerciale, pur producendo una quantità di rifiuti assimilabile. "Pagherebbe molto meno – conclude – nonostante svolga di fatto un’attività di somministrazione che dovrebbe essere assoggettata a coefficienti più elevati". Sul regolamento saranno comunque fatte ulteriori valutazioni già nei prossimi giorni, sempre in commissione, prima di portare il tema in consiglio comunale per il voto.












