Opposizioni e comitati in piazza per protestare durante il voto alla Camera sull’autonomia differenziata: approvate le pre-intese di Liguria, Piemonte e Lombardia. Domani si vota per il Veneto
Opposizioni, sindacati e comitati sono scesi in piazza oggi, 21 luglio, davanti a Montecitorio per protestare contro la discussione dello schema di intesa preliminare sull’autonomia differenziata tra Stato e quattro Regioni. Dopo il sì al Senato dello scorso 16 luglio, la discussione è approdata alla Camera, dove – nel corso della giornata – ha già incassato il sì definitivo per Lombardia, Piemonte e Liguria. Quattro le regioni interessate, tutte rigorosamente al Nord e tutte guidate dal centrodestra: Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto. Quattro anche gli ambiti di interesse: protezione civile, professioni, previdenza complementare e coordinamento della finanza pubblica sulla sanità (cioè la gestione del sistema tariffario di rimborso, di remunerazione e di compartecipazione per gli assistiti). Ma le opposizioni gridano all’incostituzionalità di un’intesa «Spacca Italia» e minacciano il ricorso davanti alla Corte costituzionale.
La protesta dei Comitati e dell’opposizione
Sono accorsi oggi, 21 luglio, in piazza i rappresentanti di Cgil Roma e Lazio, Cobas, Usb e dei comitati per il ritiro di ogni autonomia differenziata. Con loro, anche diversi membri dell’opposizione di Pd, M5s e Avs. Un’intesa preliminare che, denunciano, acuirà le differenze tra Nord e Sud, permettendo alle Regioni di gestire in piena autonomia le risorse da stanziare per gestire protezione civile, professioni, previdenza complementare e sanità.












