HomeBolognaPoliticaLa lettera di Lepore: “Piazza Roosevelt e gli scontri non rappresentano Bologna”. Ma nessuna parola per gli agenti feritiDopo la guerriglia urbana, nata in seguito al presidio organizzato per la morte di Faki, il sindaco di Bologna parla ai cittadini sui social: “Chi pensa di rispondere alla violenza con la violenza si chiama fuori dallo stato di diritto”Matteo Lepore, sindaco di BolognaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciBologna, 21 luglio 2026 – Una nuova, lunga lettera affidata anche questa volta ai social. Dopo la notte di guerriglia urbana, a seguito degli scontri dopo la manifestazione per la morte di Abderrahim Fakir, il sindaco Matteo Lepore parla di una Bologna che “ha visto due piazze”. Un lungo post in cui, tuttavia, colpisce come non ci siano parole di solidarietà verso gli agenti di polizia, con la Questura che ha parlato di 64 feriti, con prognosi da 3 a 35 giorni.

La lettera di Lepore dopo gli scontri

“Piazza Nettuno rappresenta Bologna - scrive il sindaco -. C'erano migliaia di persone che si sono incontrate pacificamente e spontaneamente, per esprimere la loro vicinanza alla famiglia di Abderrahim Fakir. Piazza Roosevelt e gli scontri, invece, non rappresentano Bologna. Chi pensa di rispondere alla violenza con la violenza si chiama fuori dallo stato di diritto. E dunque si chiama fuori dalla nostra comunità democratica”.