Bologna, 21 luglio 2026 – La guerriglia urbana e i relativi danni, dopo il presidio in piazza Nettuno per la morte di Abderrhaim Fakir, ha creato un acceso dibattito oggi. È intervenuta anche la premier Giorgia Meloni, dicendo tra le altre cose che “chi ha scelto di usare questa vicenda come pretesto per mettere a ferro e fuoco la città cercava lo scontro”.

Recriminazioni anche da parte di Salvini. Non solo, sotto le Due Torri la levata di scudi contro il sindaco Matteo Lepore è arrivata da più parti. L’opposizione (FdI nelle parole di Galeazzo Bignami, Lega con Lucia Borgonzoni, ma velatamente anche Azione) ha chiesto al primo cittadino di dimettersi. Mentre anche l’avvocato dei poliziotti ha usato frasi forti contro il sindaco: “Bisogna giocare sulla propria pelle, non su quella degli altri”. Lepore stesso ha condiviso sui social una lettera aperta alla città: “Bologna ha visto due piazze, solo una la rappresenta”.

Intanto, domani è atteso l’incarico per effettuare l’autopsia sul corpo di Fakir, morto al Pilastro domenica durante un intervento della polizia. Ieri sera in migliaia sono scesi in piazza in segno di cordoglio, ma poi con l’arrivo di un centinaio tra antagonisti e collettivi la tensione è poi sfociata in scontri con la polizia, che si è servita anche di idranti (video) per disperdere la folla (foto). Una settantina gli agenti di polizia rimasti feriti. Oggi i familiari della vittima hanno ribatito il loro ‘no alla violenza’ alla violenza.