Bologna, 21 luglio 2026 - In migliaia al presidio in piazza Nettuno, dopo l’invito del sindaco Matteo Lepore. Ma poi con l’arrivo un centinaio tra antagonisti e collettivi, la piazza è stata aizzata al grido di “assassini” e “via lo scudo penale”, scandendo “tutto il mondo odia la polizia”. La strada è stata spianata mano mano alla tensione, che alla fine è sfociata negli scontri con la polizia, che si è servita anche di idranti (video) per disperdere la folla (foto). Il bilancio di oggi dei danni è pesante: vetrine spaccate, numerose scritte sui muri, auto incendiate.
E come da repertorio ormai, arrivano le polemiche, tra l’opposizione (tra cui Galeazzo Bignami) che chiede al primo cittadino di dimettersi e chi depreca il risveglio di una città che si sente ferita dall’ennesima devastazione. Nonostante la piazza fosse pacifica ed era iniziata come una manifestazione di cordoglio in ricordo del cittadino marocchino, Abderrhaim Fakir, morto al Pilastro domenica durante un intervento della polizia; e nonostante il ‘no alla violenza’ dei familiari, oggi è un altro giorno difficile per Bologna.
Le notizie in diretta 08:32Sap: "Oltre 50 feriti tra le forze dell'ordine"
"Per le devastazioni e gli oltre 50 feriti tra le forze dell'ordine ieri sera in piazza a Bologna il sindaco Matteo Lepore si deve assumere la piena responsabilità. Convocare la piazza senza la consapevolezza di poterla gestire in modo equilibrato è da irresponsabili, soprattutto per chi svolge un ruolo così importante come quello del sindaco di una città metropolitana". A dichiararlo è il segretario generale del Sap (Sindacato autonomo Polizia), Stefano Paoloni, a seguito degli scontri registrati ieri durante la manifestazione bolognese organizzata dopo la morte di Abderrahim Fakir. "La vicinanza per la morte di una persona - prosegue Paoloni - è un sentimento indiscutibile, ma aizzare la popolazione, o parte di essa, contro le forze dell'ordine è molto pericoloso. Ai colleghi feriti esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza, speriamo che anche il sindaco Lepore non distingua la solidarietà umana tra chi veste una divisa e chi no".










