Matteo Lepore, 45 anni, esponente del Partito democratico, è sindaco di Bologna e della città metropolitana dall’11 ottobre 2021. Punta a ricandidarsi alla guida del capoluogo dell’Emilia-Romagna nel 2026Bologna, 22 luglio 2026 – Matteo Lepore, dopo la notte di guerriglia il centrodestra invoca le sue dimissioni, così come Azione e altri ex alleati. Cosa risponde a chi punta il dito contro la scelta di convocare una piazza per Fakir?

“È importante che quella piazza ci sia stata, perché altrimenti non avrebbe avuto voce e si sarebbe confusa con l’altra. E quel dolore sarebbe stato strumentalizzato. Credo che, alla fine di tutto, si capirà che è stata una giornata importante...”. Il sindaco di Bologna non arretra, rivendica la manifestazione per il 42enne morto durante un intervento della polizia e rimanda al mittente gli attacchi. Poi sferza il governo: “Il silenzio è assordante, la famiglia della vittima non ha ancora ricevuto una telefonata né una parola di scuse”.

Non pensa, però, ci sia una difficoltà evidente nell’organizzare un presidio pacifico, senza arrivare poi a un’escalation di violenza, come lunedì?

“Penso che non dobbiamo darla vinta agli antagonisti. Sappiamo che nella nostra città c’è anche questa cultura. E io in questo mandato mi sono sempre opposto: riempire le piazze con un’alternativa democratica è il metodo di Bologna. Ed è importante, perché altrimenti avremmo regalato la memoria di Fakir agli antagonisti. Senza quella piazza non conosceremmo la voce straordinaria di Youssra, nipote di Abderrahim, che ha zittito i facinorosi chiedendo rispetto per suo zio. Una voce più forte di quella degli antagonisti”.