Lo scontro con Lepore, sul piano politico, si era acceso fin dalla mattina del giorno successivo. La premier Giorgia Meloni ha definito gli episodi di violenza "inaccettabili", precisando che "alimentare un clima di odio e di delegittimazione verso un intero corpo dello Stato è un atto di grave irresponsabilità". Lepore ha risposto che "chiedere verità e giustizia non significa delegittimare chi indossa una divisa", difendendo la scelta di convocare il presidio come "stare accanto alla famiglia e riaffermare la fiducia nello Stato di diritto". Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha distinto tra "due piazze": quella pomeridiana, pacifica, e quella serale, violenta, "verso la quale va la ferma e totale condanna". La nipote di Fakir, intervenuta in Senato, ha preso le distanze dagli scontri: "Ci dissociamo completamente. Non accettiamo che la memoria di mio zio venga macchiata da questi fatti”.