Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiMario Roggero è forse il nome più noto in questi giorni. Dato il clamore mediatico che lo riguarda, è forse opportuno mettere qualche paletto, precisando che non avendo consultato gli atti ci si può basare solo sui resoconti dei media.
Il caso giudiziario è stato esaminato, nell’ordine, da un pubblico ministero, un giudice per l’udienza preliminare (Gup), sei giudici popolari e due giudici togati in primo grado, altrettanti in appello e cinque giudici della Cassazione. In totale 21 giudici, che hanno avuto accesso a tutti gli atti, escludono sia la circostanza della legittima difesa che quella più lieve dell’eccesso colposo di legittima difesa.
La condanna definitiva è di 14 anni e nove mesi di reclusione.
Come ci si è arrivati? La pena minima per l’omicidio volontario è di 21 anni mentre la massima arriva all’ergastolo. Ma il Roggero non ha commesso un solo omicidio, ne ha commessi due e ha ferito il terzo complice. Usufruendo della continuazione i tre reati sono stati riuniti, applicando una pena sola aumentata.
Il Roggero ha avuto diritto a sconti di pena? Non le attenuanti generiche, essendo già stato condannato in precedenza, non per aver risarcito il danno, dato che deve ancora pagare le parti civili, non per il rito abbreviato, dato che è stato giudicato in corte d’assise e non dal Gup.










