HomePoliticaRoggero, allarme dei giudiciL’Anm: "Minacce dopo la sentenza". Ed è scontro sulla legittima difesa. .L’Anm: "Minacce dopo la sentenza". Ed è scontro sulla legittima difesa. .Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguicidi Antonio PetrucciROMAIl caso di Mario Roggero, il gioielliere piemontese di 72 anni condannato in via definitiva a oltre 14 anni di carcere per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo, si è trasformato in un violentissimo scontro politico e istituzionale. Sul piano parlamentare, Fratelli d’Italia ha rilanciato con forza una proposta di legge – a prima firma del senatore Raffaele Speranzon, depositata al Senato nel giugno 2025 – fondata sul principio "mai più delinquenti risarciti dalle vittime". Illustrando l’iniziativa in conferenza stampa a Palazzo Madama, i vertici del partito con Galeazzo Bignami, Lucio Malan e Giovanni Donzelli hanno confermato la volontà di apportare modifiche sostanziali all’articolo 2044 del codice civile e all’articolo 185 del codice penale in materia di responsabilità civile nei casi di eccesso colposo di legittima difesa.
La norma punta a introdurre un automatismo di esclusione: "Il risarcimento non è dovuto se il danneggiato ha posto in essere la condotta, consapevole e volontaria, con violenza non lieve alla persona o al patrimonio o con minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica. Né al terzo né alla sua famiglia". Parallelamente, il vicepremier Matteo Salvini ha rivendicato l’intenzione di intervenire direttamente sulla disciplina della legittima difesa: "Ne parleremo. Ci stiamo lavorando da mesi. Il tema della legittima difesa e della nuova norma di cui sono orgoglioso va aggiornato al 2026 tenendo in considerazione lo stato mentale di chi viene minacciato a mano armata e quindi non si può pretendere assoluta lucidità". Passando alla situazione carceraria del gioielliere, Salvini ha aggiunto: "Mario Roggero purtroppo è in carcere. La pena è stata comminata in via definitiva, però si può scontare non solo in carcere, ma anche con riti alternativi". Dopo che la Sorveglianza di Torino ha trasmesso gli atti a Milano e l’Ufficio di sorveglianza milanese li ha rispediti al mittente poiché la richiesta era stata avanzata quando l’uomo era ancora in libertà, l’avvocato Stefano Marcolini ha criticato le lungaggini burocratiche.












