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di Francesco Gatti (Avvocato del Foro di Perugia)

Mario Roggero, il gioielliere settantaduenne di Gallo di Grinzane, in provincia di Cuneo, imputato per l'uccisione di due rapinatori e per il ferimento di un terzo uomo dopo un assalto al suo negozio, sta per entrare in carcere. La Prima sezione penale della Suprema Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione rigettando il ricorso presentato contro la precedente sentenza della Corte di Assise di Appello di Torino. Intorno al caso si è scatenata una polemica furiosa, con politici e opinionisti che parlano di una sentenza “ingiusta” e di sanzione pesante verso un uomo che si è solo difeso e argomentano che si sarebbe dovuta applicare la legittima difesa. Ma i fatti, e la legge, raccontano una storia diversa. La decisione dei giudici piemontesi e dei magistrati è giusta e corretta, e un gran lavoro hanno svolto i difensori dell’imputato, capaci di contenere in misura rilevante, una pena che - si vedrà - Roggero non necessariamente sconterà per intero in carcere.

Cos'è successo

Il caso è tristemente noto: alla fine di aprile 2021 tre rapinatori mascherati, armati di coltello e di una pistola giocattolo, cui era stato occultato il tappo rosso, assaltano la gioielleria di Roggero minacciando lui, la moglie e la figlia. I tre scappano dal retro del negozio e, mentre stavano salendo su un’auto utilitaria (uno era già a bordo, al posto di guida, e due stavano salendo), Roggero li insegue sparando numerosi colpi di pistola: due rapinatori vengono uccisi sul colpo, il terzo resta gravemente ferito. L’intera scena viene ripresa dalle telecamere di servizio e da quelle della vicina filiale delle Poste Italiane.