La legittima difesa è un istituto giuridico previsto dall’ordinamento italiano che riconosce a un cittadino la possibilità di agire per autotutelarsi e di non essere punito, in determinati casi in cui le forze dell’ordine non possono intervenire. Ma devono sussistere determinate condizioni, che non si sono invece verificate nella vicenda del gioielliere Roggero: in quel caso, secondo i giudici, il pericolo era già cessato, per cui la reazione non era giustificata.
Mario Roggero (foto da Facebook)
In Italia la legittima difesa è disciplinata dall'articolo 52 del codice penale, che è stato per due volte modificato dal centrodestra (l'ultima volta dalla Lega nel 2019, durante il governo Conte I, che ha rafforzato l'ambito di applicazione delle norma).
Se ne discute in relazione al caso di Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni di Grinzane Cavour, nel Cuneese, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante una rapina alla sua gioielleria il 28 aprile 2021. Quando si parla di legittima difesa si parla si una "causa di giustificazione", che interviene quando un fatto, che normalmente sarebbe un reato, come per esempio sparare e uccidere un uomo, è consentito dalla legge. Di fatto la norma lascia al cittadino la possibilità di difendersi da solo, in quello spazio di tempo in cui le forze dell'ordine non potrebbero proteggerlo, ma solo a determinate condizioni. Innanzi tutto la legge ammette la legittima difesa solo se la reazione è proporzionata all'offesa, cioè deve essere commisurata alla gravità della minaccia subita.










