Un quadro a due velocità, tra segnali generali di miglioramento e criticità croniche mai risolte. È questa la fotografia scattata dalla ventunesima edizione di Goletta dei Laghi, la campagna storica di Legambiente dedicata alla tutela dei bacini lacustri italiani. I dati del monitoraggio microbiologico effettuato nei primi giorni di luglio su 10 laghi del Lazio rivelano che su 24 punti campionati, 18 (pari al 75%) rientrano nei limiti di legge, mentre 5 sono risultati "fortemente inquinati" e uno "inquinato".
Per sottolineare la gravità della situazione nei bacini costieri della provincia di Latina, gli attivisti del Cigno Verde hanno esposto lo striscione «CHE VERGOGNA» dal Belvedere del Lago di Paola a Sabaudia. Tutti e 3 i punti analizzati nel Lago di Sabaudia sono infatti risultati "fortemente inquinati" a causa dell'immissione di canali e fossi caratterizzati da scarichi non depurati. Maglia nera anche per il Lago di Fogliano, con l'unico punto campionato risultato fortemente inquinato, e per il Lago di Fondi, dove uno dei due campioni analizzati ha mostrato un chiaro peggioramento rispetto all'anno scorso.
Sull'andamento complessivo della campagna, Stefano Raimondi, portavoce della Goletta dei laghi e responsabile biodiversità di Legambiente, osserva che «è positiva la fotografia che emerge dai monitoraggi della Goletta dei laghi 2026 sui laghi laziali. Sembrano infatti diminuire le criticità e i punti che storicamente hanno mostrato concentrazioni fuori dai limiti di legge. Speriamo che questi risultati siano il frutto di interventi strutturali e non casuali». Lo stesso Raimondi individua però subito la vera spina nel fianco della regione: «Non si può dire lo stesso, invece, dei laghi costieri latinensi e i canali che li alimentano (Fogliano, Fondi e Sabaudia) che continuano a mostrare forti criticità legate alla scarsa o mancata depurazione, che vanno monitorati con attenzione e richiedono interventi strutturali».









