Si concludono con un bilancio in miglioramento rispetto allo scorso anno la tre giorni di Goletta Verde di Legambiente a Napoli. I rilevamenti sulle coste, effettuati tra la fine del mese di giugno e la prima settimana di luglio, hanno prodotto un nuovo report presentato dal team di Goletta Verde per il 2026. I risultati Si registra un leggero miglioramento rispetto alle analisi dello scorso anno. Dei 31 punti campionati da Goletta Verde, 15 risultano oltre i limiti di legge per quanto riguarda i rilevamenti batterici, con una classificazione che varia tra “inquinati” e “fortemente inquinati” mentre altri 16 vengono dichiarati a norma. Alla presentazione del report, nella cornice dei giardini del Molosiglio, erano presenti membri di Legambiente (compreso il presidente nazionale Stefano Ciafani), del Conou e di Arpa Campania. A rappresentare le istituzioni e gli enti, invece, erano presenti Luca Mascolo, presidente dell'Ente Idrico Campano, e Mario Casillo, vicepresidente della Regione Campania.

Goletta Verde, Mascolo: «Il mare non si inquina al mare. I dati di Legambiente sono uno strumento di lavoro per migliorare il sistema idrico campano»Il monitoraggio Resta problematico il quadro nelle aree interessate dalla depurazione e sottoposte alla pressione degli scarichi idrici in corrispondenza di fiumi e laghi. Nella provincia di Napoli, infatti, sono stati monitorati 14 punti, di cui solo quattro sono risultati oltre i limiti, mentre gli altri sembrano godere di ottima salute. Tra questi spiccano il lungomare Caracciolo, dove Goletta Verde ha preso in esame le acque del Mappatella Beach, la foce del Lagno Vesuviano a Ercolano, via Ponte Gatta a Torre del Greco, Marina Grande a Sorrento, il lungomare Marconi a Torre Annunziata e la foce del Rivo d'Arco a Seiano. Situazione più complicata nella provincia di Salerno, dove più della metà dei luoghi campionati supera i limiti di legge. Diminuiscono le irregolarità anche sul litorale casertano, dove solo il 15% dei rilevamenti ha dato un esito negativo. Le prospettive «La fotografia che ci restituisce il nostro monitoraggio è molto complessa», ha spiegato Francesca Ferro, direttrice di Legambiente Campania. «Dobbiamo fare in modo che i fiumi campani diventino balneabili, proprio come è successo per la Senna in occasione delle Olimpiadi di Parigi 2024», ha concluso. Dati che diventano uno strumento di lavoro fondamentale per l'Ente Idrico Campano, rappresentato da Luca Mascolo, intervenuto durante la presentazione per rimarcare il valore operativo di questo tipo di analisi. «Quello che Goletta Verde misura alle foci è il referto finale di ciò che accade a monte, nelle reti fognarie, nei collettori e nei depuratori», ha spiegato. «I dati presentati non sono un fastidio per l'Ente Idrico Campano, ma uno “strumento di lavoro”».Monitoraggio Goletta Verde, in Campania quasi il 50% dei campioni prelevati oltre limiti di leggeUn ringraziamento, quello di Mascolo, a Legambiente Campania, che ormai da quattro decenni effettua rilevamenti su tutto il territorio nazionale. Il ruolo dell'Ente Idrico Campano resta quello di programmare le opere e controllare gli investimenti sul territorio. «È un lavoro che spesso non si vede, ma che alla fine si misura in mare», ha concluso Mascolo. «In questi anni abbiamo dimostrato che, dove la governance funziona e gli investimenti arrivano, anche gli indicatori ambientali migliorano. L'obiettivo deve essere replicare questi risultati in tutti i territori della Campania. I dati di Goletta Verde ci ricordano ogni estate quanta strada resta ancora da percorrere. Perché il mare, alla fine, non mente».