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Attivisti con lo striscione di protesta alla foce del Musone

Il 60% delle coste marchigiane, in prossimità delle foci dei fiumi sono fortemente inquinate ben oltre i limiti di legge. A dirlo è il bilancio di Goletta Verde di Legambiente - che compie 40 anni - nel suo report annuale sullo stato di salute dei mari. Dei 12 punti di campionamento da nord a sud delle Marche, i tre siti più inquinati riguardano il territorio provinciale anconetano. Male, se non malissimo, alla foce del fiume Misa, a Senigallia: "Sono stati effettuati dei prelievi e delle analisi scientifiche alla foce del fiume dove si trova uno stabilimento balneare e lì i dati sono stati molto negativi _ hanno detto presentando i dati Marco Ciarulli, presidente Legambiente Marche, Lorenzo Scenna, Legambiente Marche e Francesca Cugnata, responsabile e portavoce di Goletta Verde _. Quegli effetti sono immediati sui bagnanti. Le cose non vanno meglio nel comune di Falconara alla foce dell’Esino, a Rocca Priora, con limiti di inquinamento ben sopra i limiti di guardia. Il terzo sito è alla foce del Musone tra i comuni di Numana e Porto Recanati, fortemente inquinato negli ultimi 6 anni, con unica eccezione nel 2024, anno in cui il fiume non sfociava a mare. Per questo gli attivisti e le attiviste di Goletta Verde hanno srotolato lo striscione ‘Che vergogna’ davanti alla foce, per denunciare la cronicità dei problemi del sistema di depurazione. Il campione prelevato quest’anno da Goletta Verde è risultato oltre 6 volte superiore al limite previsto per gli Enterococchi intestinali ed ha sforato, di poco, anche quello di Escherichia coli. In generale brutte notizie per l’intera costa marchigiana con cariche batteriche oltre i limiti di legge per 7 dei 12 campioni prelevati il 16 giugno scorso: "La situazione delle nostre coste non è delle migliori _ commenta Marco Ciarulli, presidente Legambiente Marche. I punti storicamente fuori dai limiti di legge ci raccontano criticità storiche nel nostro sistema di depurazione che, in alcuni casi, sono diventate croniche. La foce del Musone continua a riscontrare seri problemi per l’altissima carica batterica riscontrata, eppure, negli anni, la Regione ha fatto degli interventi per migliorare la capacità depurativa degli impianti, ma alcune criticità restano e sono diventate croniche, generando un problema per la salute dei mari e dei bagnanti. L’aggiunta di nuovi punti contaminati, come il porto di Pesaro e la foce del torrente Misa a Senigallia, sono un allarme".