HomeMacerataCronaca"Foce del Musone contaminata". Il monitoraggio di Goletta VerdeParametri rispettati negli altri due punti di prelievo, a Porto Recanati e tra Civitanova e Porto Sant’ElpidioLo striscione di Legambiente alla foce del MusoneRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciÈ davvero pessima la situazione delle coste marchigiane, secondo il monitoraggio della Goletta Verde di Legambiente: quasi il 60 per cento dei campioni d’acqua esaminati risulta essere oltre i limiti di legge. Ma soprattutto è risultata ancora gravemente inquinata la foce del fiume Musone, tra Numana e Porto Recanati. Proprio lì davanti, gli attivisti hanno srotolato lo striscione "Che vergogna" per denunciare la cronicità dei problemi del sistema di depurazione.

I dati e il focus sula qualità delle acque del mare marchigiano sono stati presentati ieri ad Ancona, nel corso di una conferenza alla quale hanno partecipato Marco Ciarulli, presidente Legambiente Marche, Lorenzo Scenna, biologo di Legambiente Marche, Francesca Cugnata, responsabile e portavoce di Goletta Verde, Marco Paolilli, responsabile Coordinamento Area 3 e Francesco Mancini, direttore generale Conoe.

Nel mirino dell’associazione ambientalista è finita la foce del Musone, risultata fortemente inquinata negli ultimi 6 anni, con unica eccezione nel 2024, quando il fiume non sfociava a mare. Nel campione prelevato quest’anno da Goletta Verde è stata trovata una quantità superiore di oltre sei volte al consentito di enterococchi intestinali; superato di poco anche quello di escherichia coli, 540 su un limite di 500 ufc/100ml. "Da segnalare che il portale delle acque indica questa zona come balneabile, sebbene faccia figurare l’interdizione per apertura sfioratori dal primo maggio al 20 settembre – spiega Legambiente –. Però al Musone ci sono presenti cartelli di divieto di balneazione e sulla qualità delle acque".