Dopo le polemiche seguite alla presentazione dei risultati di Goletta Verde 2026, Legambiente torna sul caso del campionamento effettuato alla foce del torrente Sant’Anna, a Marina di Bivona, inviando al Comune di Vibo Valentia il report completo delle analisi che hanno classificato il punto come “fortemente inquinato”.L’associazione ribadisce che il monitoraggio non intende mettere un’etichetta sulla qualità del mare calabrese, ma individuare le principali criticità ambientali. “Il problema è che l’inquinamento dei punti critici, come le foci dei fiumi, raggiunge il mare”.
“Non giudichiamo la balneabilità, segnaliamo le criticità”
Legambiente ricorda che da quarant’anni Goletta Verde rappresenta una delle più autorevoli campagne italiane di citizen science. I campionamenti seguono protocolli consolidati e si concentrano nei punti più delicati, come foci, canali e scarichi che riversano le acque direttamente in mare.“L’obiettivo non è attribuire patenti di balneabilità né sostenere che tutto il mare della Calabria sia inquinato”, precisa l’associazione. “La campagna individua invece i punti critici dove gli inquinanti arrivano in mare, offrendo un contributo indipendente affinché le istituzioni intervengano”.Per Legambiente, una foce fortemente contaminata è il sintomo di problemi strutturali: depuratori insufficienti, scarichi abusivi, reti fognarie miste, collettori incompleti o carente manutenzione dei corsi d’acqua.













