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Non si placano le polemiche attorno alla morte di un uomo, deceduto nel corso di un'operazione di polizia a Bologna nella giornata di domenica. Un episodio che, nel giro di poche ore, si è trasformato in un caso politico e mediatico di primo piano, alimentato da manifestazioni di piazza, accuse incrociate e un acceso confronto tra opposte narrazioni. A entrare nel merito, con toni netti, è stato il direttore de “Il Tempo” Daniele Capezzone, intervenuto nella trasmissione "Filo Rosso" su Rai 3, dove ha ricostruito la vicenda punto per punto e ha rivolto un duro atto d'accusa alla sinistra politica e giornalistica, oltre che all'amministrazione comunale felsinea.
Aprendo il suo intervento, Capezzone ha voluto anzitutto fissare la sequenza temporale degli eventi, per poi valutare nel merito le reazioni che ne sono seguite. "La notizia arriva domenica, attorno alle 18-18.30", ha ricordato, sottolineando che in quel frangente le uniche informazioni disponibili erano poche immagini frammentarie: "Non si sa niente in quel momento, a parte i fotogrammi".
La piazza di Lepore finisce tra bombe carte e lacrimogeni
Il direttore ha poi descritto quello che, a suo giudizio, rappresenta il quadro iniziale della vicenda: un uomo che "aveva dato gravemente in escandescenze" e che "stava facendo danni", tale da rendere necessario l'intervento delle forze dell'ordine. Un intervento che, secondo Capezzone, si è svolto in maniera corretta: "La polizia interviene correttamente per metterlo in condizione di non nuocere". Altrettanto lineare, a suo dire, il comportamento tenuto successivamente dagli agenti, che hanno immediatamente reso disponibile il materiale delle bodycam agli inquirenti "in modo che si possano fare tutti gli accertamenti".











