Le vulnerabilità di Iran e Pakistan seguono traiettorie differenti, ma potrebbero convergere in una crisi regionale capace di mettere sotto pressione la sicurezza nucleare dell’Asia meridionale. Per Washington, prepararsi a questo scenario è ormai una priorità strategica

Teheran appare più vicina a una possibile rottura politica, ma la fragilità strutturale del Pakistan potrebbe produrre conseguenze persino più gravi. In entrambi i Paesi il vero pericolo comincerebbe con l’indebolimento delle istituzioni responsabili della sicurezza nucleare.

Prevedere la caduta di un regime è sempre un esercizio rischioso. I sistemi autoritari possono sopravvivere per anni alla crisi economica, alle proteste di massa e persino alle sconfitte militari. Poi, quando si spezzano la coesione delle élite e la lealtà degli apparati di sicurezza, possono disgregarsi con sorprendente rapidità.

È una cautela necessaria nel valutare oggi Iran e Pakistan. I due Paesi hanno sistemi politici molto diversi e nessuno dei due è inevitabilmente destinato al collasso. Entrambi, tuttavia, devono affrontare una combinazione sempre più pericolosa di difficoltà economiche, perdita di legittimità, repressione politica e violenza interna.