HomeGrossetoCronacaL’unione fa la forza. Castanicoltura, patto per rilanciare il settoreProtocollo d’intesa con l’obiettivo di creare una ’rete’ fra associazioni, istituzioni e territori a tutela della produzione e contro lo spopolamento.Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIl castagno non è più soltanto il simbolo dell’Amiata, ma può diventare uno degli strumenti per contrastare lo spopolamento delle aree interne e creare nuove opportunità economiche. Da questa convinzione nasce il protocollo d’intesa firmato nella sede dell’Unione dei Comuni Amiata Grossetana tra l’Associazione nazionale Città del Castagno e Uncem, l’Unione nazionale dei Comuni, Comunità ed Enti montani. L’accordo, sottoscritto dal presidente nazionale di Uncem Marco Bussone e dal presidente dell’Associazione Lorenzo Fazzi, punta a mettere in rete istituzioni, associazioni e territori per costruire progetti dedicati alla valorizzazione della castanicoltura e delle montagne. E l’Amiata è uno dei territori simbolo di questa sfida.
Qui la castanicoltura rappresenta ancora oggi una delle principali risorse agricole e ambientali: l’area castanicola si estende su oltre 5.100 ettari, di cui quasi 3mila destinati alla produzione di castagne e oltre 2.200 ettari di bosco ceduo. Più del 95% dei castagneti da frutto si trova sul versante grossetano, anche se circa 850 ettari risultano oggi abbandonati, un dato che fotografa le difficoltà vissute dalle aree montane.







