C’è stato un periodo, l’inizio degli anni 80, nel quale Bologna e Firenze erano diventate le capitali di una nuova idea di vita notturna. Rock e discoteca, chitarre elettriche e ribellione giovanile animavano percorsi che terminavano all’alba, fuori dalle consuete rotte del divertimento.
I Litfiba sono stati tra i protagonisti assoluti di questa scena, una esperienza nata in una cantina nel centro della capitale toscana e diventata di grande successo con la pubblicazione, nel 1986, del loro disco monumento, 17 Re. Un album doppio che affronta, per le vie trasfigurate della mitologia, i grandi temi della società e che adesso viene celebrato con un tour che vede nuovamente insieme i componenti originali della formazione.
La tappa bolognese è questa sera (alle 21) al Sequoie Music Park (parco delle Caserme Rosse). Piero Pelù, Gianni Maroccolo, Antonio Aiazzi e Ghigo Renzulli si sono ritrovati, in mezzo alle loro carriere soliste, per restituire al pubblico le atmosfere travolgenti di una lunga successione di canzoni, frutto della creatività di una generazione di musicisti che si muoveva con disinvoltura tra ciò che rimaneva della rabbia iconoclasta del punk, resti dell’impegno politico figlio del ’77 bolognese e la fascinazione per il suono dark britannico.










