Il mare è di tutti, ma la possibilità di stendere un telo in spiaggia è di pochi: solo di chi è disposto a spendere almeno 50 euro al giorno. Passeggiare di sera in riva al mare, invece, completamente vietate. È ciò che da decenni accade a Vico Equense, tra una gestione delle spiagge libere ai limiti della legalità, un'attuazione delle regole da parte degli affidatari delle spiagge pari a zero, i divieti serali con cancelli che bloccano l'ingresso e le costanti e inascoltate lamentele dei cittadini. Nella costa Bandiera blu si è liberi di scendere in spiaggia con telo in spalla per fare un tuffo a costo zero solo in un limitatissimo spazio presso le Calcare e al Pezzolo, presso Maria di Aequa. Nessuna possibilità per chi, invece, vuole andare a Marina di Vico, dove nemmeno un centimetro di arenile è stato lasciato libero. Tutta la costa, dunque, dal Famous beach a Punta Scutolo, è divisa tra stabilimenti privati, con prezzi da capogiro, e aree libere attrezzate date in affidamento dal Comune a gestori che dovrebbero garantire tariffe agevolate ai residenti. Alla già anomala distribuzione delle aree libere, si aggiunge che le regole non sempre vengono rispettate.

I tuffi Molti i residenti che alle otto del mattino non trovano posto, nonostante le decine di postazioni visibilmente libere, perché i lettini vengono riservati a chi viene da fuori e quindi paga di più. Non solo. I gestori, che dovrebbero da contratto soltanto garantire la pulizia della spiaggia e offrire il servizio lettini e ombrelloni, nella conca di Marina di Vico cacciano via chi di sera vuole passeggiare. A questo si aggiunge che a Marina di Aequa il Comune ha posizionato dei cancelli, già da diversi anni, per vietare l'accesso in spiaggia dopo un determinato orario: l'1 alle Calcare, le 8 al Pezzolo. I giovani che con chitarre e pizze si trattengono in spiaggia vengono mandati via, spesso anche in maniera poco gentile. Una situazione, dunque, che genera rabbia e che ha attratto l'attenzione del deputato di Avs Francesco Borrelli, che ha fatto un blitz nella zona. Dopo un video di denuncia diventato virale con immagini che riprendono all'ingresso dello Scrajo con il presidente di Più Europa Matteo Hallissey insultato da un parcheggiatore che gli vieta di scendere, Borrelli ha fatto visita allo stabilimento. L'onorevole spiega alle proprietarie del lido che non funziona così: «La legge dice di garantire a tutti il passaggio al mare e il trenta per cento di spiaggia libera, cosa che qui non è rispettata» afferma, sottolineando anche la responsabilità del sindaco che dovrebbe garantire l'attuazione della legge. E, subito dopo, Borrelli si sposta sulle spiagge pubbliche mettendo in evidenza che i lettini vengono posizionati fino al mare, senza lasciare libera la battigia, come è previsto dalla normativa. La replica A poche ore dai primi post arriva la reazione del sindaco Giuseppe Aiello, che critica il blitz e invita l'onorevole a un incontro istituzionale. «Un confronto preventivo avrebbe evitato alcune inesattezze ascoltate durante la diretta e una certa confusione tra spiagge in concessione, aree in affidamento e spiagge libere attrezzate», dice il primo cittadino. La materia è sicuramente complessa, ma la limitatissima percentuale di spiaggia completamente libera, i soprusi di chi gestisce le aree in affidamento e i divieti di fare passeggiate serali sono inconfutabili. L'incontro istituzionale si terrà prossimamente ma l'aspetto più importante è un altro: il blitz del deputato Borrelli ha risvegliato l’ira dei tanti cittadini che per troppi anni hanno visto negati i propri diritti. Sui social tanti i post che raccontano di divieti, blocchi e litigate per poter accedere alla spiaggia, soldi da pagare. Ma il nodo resta da sciogliere.