Teli stesi, ombrelloni ben piantati e sdraio aperte, mentre in acqua la gente nuota a pochi passi da motoscafi e barche. È l’immagine che ci si trova davanti passeggiando lungo il porticciolo di Torre a Mare nei mesi più caldi. Un’usanza diventata consuetudine nonostante il divieto di balneazione in vigore, e spesso ignorato, in un’area il cui utilizzo è riservato a diportisti e pescatori.

«Abbiamo messo in atto un’operazione importantissima di ripristino delle legalità, eliminando una serie di natanti abusivi, e abbiamo sgomberato i depositi dei pescatori – riflette il presidente della Commissione cura del territorio del Municipio I, Francesco Ventrella - Eppure non riusciamo a far rispettare quelle poche norme previste dal regolamento». Un problema che non riguarda solo la violazione del divieto, ma mette a rischio la sicurezza degli stessi bagnanti. «Oggi ci preoccupiamo dell’incolumità di chi confonde il porticciolo per un lido» spiega Ventrella, sottolineando come a spaventare è l’ipotesi concreta «che possa verificarsi un incidente, soprattutto nel canale d’ingresso di ciò che rimane del piccolo canale navigabile». Eppure, ricorda ancora il presidente della Commissione, appena alle spalle del braccio piccolo «c’è un’area in cui, se il mare è calmo e non c’è maestrale, i colori sono meravigliosi e si può tranquillamente fare il bagno».